
In un'intervista rilasciata a Marcello Astorri per Il Giornale, il professor Vittorio Emanuele Falsitta ha affrontato il tema della manovra economica e della pressione fiscale in Italia. Secondo Falsitta, la finanza pubblica soffre di un progressivo impoverimento degli Stati che rischia di minare le democrazie, e la causa va ricercata nel legame tra tecnica e ideologia capitalistica.
Tra le proposte concrete indicate, Falsitta suggerisce di intervenire sulle ingenti somme di denaro contante, oro e preziosi non dichiarati al Fisco, spesso custoditi in cassette di sicurezza bancarie o all'estero. Un provvedimento di regolarizzazione – da non confondere con un condono, sottolinea – permetterebbe di far emergere questa ricchezza inerte, tassarla e reimmetterla in circolazione. E con il ricavato contribuire alla riduzione del debito pubblico e al welfare.
Come secondo intervento, Falsitta propone di lavorare con le parti sociali per recuperare il potere d'acquisto eroso dall'inflazione: le retribuzioni reali restano infatti inferiori del 6-7% rispetto ai livelli pre-choc inflazionistico (2019-2021), un nodo che il professore indica tra le principali debolezze strutturali dell'economia italiana.
