Pensiero e Ricerca

Gli studi nell’ambito del diritto tributario e della filosofia della tecnica

287
1

In generale

La riflessione generale di Falsitta (1) inizia nell’anno 2000 e ha ad oggetto la relazione tra il prelievo fiscale e le sue funzioni sociali nel mondo che si trasforma. Fatto imponibile, imposta e ordinamento sono sempre considerati da una prospettiva all’interno della quale i riferimenti fondamentali sono sottoposti a una azione di cambiamento, in particolare, effetto della pervasione del pensiero tecnico.

Il Fisco – inteso come principale strumento di perequazione sociale – diviene l’osservatorio privilegiato sullo sviluppo della civiltà e ‘avamposto’ per l’interpretazione dei pericoli sociali collegati all’estensione del dominio del pensiero tecnico.

2

Sopra Tecnica e sistema fiscale

Le mutazioni economico-sociali prodotte e determinate dalla tecnica esigono un sistema tributario flessibile (2) che sappia progressivamente allontanarsi dagli schemi Ottocenteschi e da assiomi fuori tempo, senza, perciò, comprometterne i principi di giustizia che l'autore considera intangibili (progressività del sistema; funzione solidaristica del tributo etc.). La presa di coscienza degli effetti specifici della tecnica sopra gli ordinamenti giuridici (e, naturalmente, sulle loro parti economiche/finanziarie) è condizione essenziale per fare ingresso nella contemporaneità ed evitare che gli ordinamenti vengano assoggettati al dominio della tecnica stessa.

3

Sopra i sistemi fiscali terminali e regresso civile

V’è persuasione: a) che i sistemi fiscali siano ‘terminali’ (e, così, gli ordinamenti giuridici) b) che lo sviluppo della civiltà, secondo l’impostazione assiologica tradizionale, non solo si sia arrestata ma abbia iniziato un moto regressivo. I segni regressivi della civiltà avvertiti nel diritto (che produce norme sempre più lontane da ‘principi giuridici’ e sempre più vicine a ‘regole tecniche’) spingono Falsitta a spostare la riflessione nel cuore della filosofia della tecnica del Novecento e nella sociologia. Il germe del regresso è nell’assoggettamento del pensiero umano al pensiero tecnico. La tecnica ha modificato la relazione Uomo – tecnica – natura in Tecnica – uomo – natura e, per questa via, ha sovvertito la posizione dell’uomo anche all’interno dell’ordinamento giuridico: l’uomo non è più centrale (secondo l’imposizione del diritto naturale), non è il soggetto che libera sé stesso mediante il diritto (che tiene nelle proprie mani), è la tecnica che libera l’uomo ma, nel fere ciò, lo trasforma in oggetto di consumo (l’autore definisce la relazione tra Tecnica e Uomo: ‘alimentare’).

4

Sul superamento di Tecnica e capitalismo: la ricerca di un nuovo pensiero umano

La tesi di Falsitta, ispirata dai fondamentali della Dottrina Sociale Cattolica, è che siamo ancora in tempo per concepire un pensiero che riporti la tecnica sotto il controllo dell’uomo.

L’operazione si svolge in tre momenti:

il primo: essere d’accordo sulla ‘decontaminazione’ del capitalismo. Non sull’abbandono del capitalismo inteso come ‘concetto economico’, come ‘cultura occidentale’ astratta, colta prima della caduta nella mondanità deformante; ma d’accordo sull’adozione di una azione che ricusi le cause di ogni esternalità negativa del capitalismo stesso (3) (ad esempio: dell’asimmetria informativa, della disparità di trattamento e altre forme di ingiusto abuso etc. e da qui, all’evasione fiscale alla corruzione etc.);

il secondo: decontaminare il capitalismo – in ragione della simbiosi tra capitalismo e tecnica – ha l’effetto di indebolire il pensiero tecnico. Ma come si decontamina il capitalismo? Si decontamina utilizzando la tecnica. O meglio: la tecnologia, espressione pratica del pensiero tecnico. Grazie alla tecnologia è plausibile modificare il capitalismo (eliminandone le esternalità negative) a valere sull’indebolimento della tecnica (ad esempio: con la tecnologia dei registri bloccati e dei contratti intelligenti);

il terzo momento: indebolito il pensiero tecnico, mediante l’indebolimento del capitalismo, si creano le condizioni ambientali per lavorare sulla creazione di un pensiero umano più forte e, dunque, capace di sottrarsi al dominio del pensiero tecnico. L’idea è un pensiero che nasca da una nuova avidità: una terza avidità, spiccata dal punto di equilibrio, equidistante, sopra le avidità di tecnica e capitalismo (considerate e non mortificate).

291

Sopra Unione Europea, mercato e sistemi fiscali

L’Unione Europea nasce da esigenze mercantili e tale connotazione influenza in modo pregnante ogni sua decisione. Via le simulazioni, via le finzioni, via la maschera, l’Unione, così denudata, mostra che il benessere del mercato ‘libero’ è il risultato che, prima di ogni altro, deve essere conseguito dalla propria politica. Il bisogno di assicurare efficacia ai diritti sociali e il bisogno di avere un mercato libero, al di là delle parole, non sono posti sul medesimo piano.

V’è di più. L’Unione europea esercita un ‘influenza di fatto’ anche sui sistemi fiscali dei singoli Stati (ed esempio, attraverso il patto di stabilità oppure il regime degli aiuti di Stato) e, per tale via, condizione le politiche sociali interne, spingendole verso la supremazia della tutela del mercato rispetto alla tutela dei diritti sociali(4). L’Europa, dunque, deve cambiare alcuni fondamentali e, da questa angolazione, concepire un proprio autentico sistema tributario. Deve cessare di rivestire il ruolo di ‘anti sovrano’ fiscale; deve cessare di considerare l’imposta diretta come ‘nemica’, in agguato della neutralità all’interno dello spazio economico privilegiato. Quell’impostazione deve lasciare il posto a un autentico, autonomo sistema di prelievo fiscale sui redditi che ben potrebbe prendere avvio attraverso un processo di trasferimento di quote di fiscalità generale dai singoli Stati all’Unione. Tale fiscalità embrionale, oltre a realizzare meglio le politiche di mercato, servirebbe a mettere le basi di un impianto di finanziamento dei diritti sociali europei. Il processo (considerata l’esperienza dei precedenti tentativi: Neumark Commetee, Ruding, Monti etc.) potrebbe iniziare dal trasferimento di porzioni dell’imposta sulle società.

La creazione di uno spazio (Preambolo della Carta) dove i diritti fondamentali acquisiscono corpo e dove possono essere esercitati in concreto, significa ascoltare le viscere della comunità umana (e non solo il mercato). Sicché, concepire un sistema fiscale europeo appare la via principale per dare continuità di cammino all’Unione e agli Stati uno strumento per superare le crisi interne di finanza pubblica (2005/2016).

288

1 Prima dell’anno 2000 i lavori di Falsitta riguardano, prevalentemente, la funzione impositiva nel suo aspetto procedimentale (accertamento), i sistemi di prova e il processo tributario.

2 Qui trovano luogo gli studi sulla fiscalità etica (il 2 luglio 2003 presenta alla Camera dei Deputati la Proposta di legge n. 4130, recante: “Delega al Governo in materia di fiscalità etica e di promozione dello sviluppo sostenibile”); sull’esigenza di ripensare il concetto costituzionale di funzione sociale della proprietà, restituendole attualità e forza dissuasiva; sulla codificazione tributaria (la traduzione del Codice tributario tedesco, AbgabenOrdnung, è funzionale a stimolare l’adozione di un codice ispirato ai lavori di Ezio Vanoni).

3 Si tratta dei presupposti che hanno parte rilevante nella responsabilità delle più gravi e intollerabili discriminazioni sociali (patrimoniali e reddituali).

4 Senza una revisione profonda delle priorità mercantili, anche i recenti programmi ambientalisti, dal punto di vista sociale, tenteranno a sostituire un vecchio mercato con difetti (vecchio perché basato su energie fossili) a un nuovo mercato che, però, conserva i medesimi difetti (perché disciplinato dalle stesse regole). Una permuta di un’operazione commerciale con un’altra.